Sabato scorso allo Stadio di Prato si è svolta la finale del Campionato Interprovinciale Csi 2012/2013, dove si sono affrontate il Coiano e il Mastromarco Calcio.
Domenica 19 maggio il Montecatini Golf Club ha ospitato il Trofeo Axa – Assigenia, gara su 18 buche stableford a 3 categorie facente parte del Golf Event “Lions Day della Solidarietà”.
Un debutto archiviato con il raggiungimento del massimo obiettivo, quello di cui si è reso protagonista il body builder monsummanese Emanuele Mannozzi, impegnato sabato 18 maggio sul palco livornese del “Gran Prix 2013” Wff/Nabba.
Sabato 18 maggio è andata in scena al Montecatini Golf la terza tappa del circuito regionale Toscana Challenge 2013 che arriva quest’anno alla sua terza edizione; la formula del circuito è nuova rispetto alle scorse edizioni, 4 palle la migliore a due categorie.
Giacomo Bonaventura, ex vivaio del Margine, è stato convocato da Cesare Prandelli per uno stage di due giorni con la Nazionale Italiana di calcio.
I buoni propositi della vigilia non sono serviti all´Enegan Monsummano per contrastare, in gara della finale play off, le fiorentine del Rifredi 2000 e tornano sconfitte, nettamente, dal parquet della Palestra Paganelli.
L'Unione Sportiva Pontigiana, al primo anno di attività calcistica, è risultata vincitrice della Coppa Toscana di 3^ categoria, risultando la prima società in assoluto che vince questo trofeo in provincia di Pistoia.
La recensione di questa settimana, come sempre curata dalla libreria Mondadori di Montecatini, è dedicata all'ultimo lavoro di Mauro Corona. Le "Confessioni ultime" sono un autoritratto che richiama l'indimenticabile tradizione degli scritti morali.
La mostra, curata dal prof. Astore coadiuvato dal prof. Del Monaco, è stata ideata all’interno di un percorso progettuale artistico finalizzato al rivestimento a mosaico delle pareti esterne della scuola media Leopardi di Chiesina Uzzanese.
I pianisti dell’Istituto “Pasquini” di Massa e Cozzile hanno partecipato alla XV edizione del concorso “Zangarelli” di Città di Castello, la più importante competizione nazionale per giovani musicisti delle scuole medie a indirizzo musicale.
Fino al 16 giugno a Pescia un'originale esposizione di dipinti e fotografie, realizzati da un’artista docente di arte alla Manchester Shool of Art, e residente a Castelvecchio, dove trascorre alcuni periodi dell’anno e dove continua il suo percorso artistico.
Tutti gli eventi del giorno organizzati in modo cronologico. Un servizio utile per sapere sempre cosa accade
Le principali mostre in corso
Cosa c’ entra l’antipaticissimo marketing con il fitness e la salute?
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IL VINO DEI MISTERI
Per la mia prima trasferta dell’anno (il Ponte dell’Epifania) ho puntato verso il Piemonte. Impossibile resistere al fascino dei rossi da uve nebbiolo che trovano straordinari interpreti dal nord della regione al Roero e, soprattutto, nelle Langhe. Barbaresco e Barolo sono denominazioni imprescindibili nelle gerarchie nazionali e continua fonte di scoperta per l’appassionato. Le diversità pedoclimatiche delle varie sottozone si riflettono nei vini, mettendo in evidenza una pluralità di espressioni di alto livello raramente riscontrabile altrove. Esistono (e ci mancherebbe altro) etichette di culto, dal pricing in linea con il loro mito e quasi sempre giustificato da una qualità eccelsa. Attorno ad esse ruotano straordinarie opportunità di acquisto per chi intenda declinare il rapporto qualità/prezzo verso l’alto. Non è così difficile cogliere l’effettiva matrice artigianale di certi vini se si visitano i luoghi, se si osservano le vigne, se si ascoltano gli uomini che ne traducono i frutti nel bicchiere. Il capitolo Barolo, per la sua ampiezza, merita uno sguardo dedicato che intendo riprendere con la dovuta articolazione. Più circoscritto nell’estensione territoriale ma non meno significativo negli esiti e variegato nella proposta il panorama di Barbaresco. Angelo Gaja ne rappresenta l’ambasciatore planetario per l’irreprensibile costanza qualitativa e la proverbiale longevità. Leggendario il Barbaresco Asili di Bruno Giacosa, figura carismatica della storia enologica italiana. Non meno eclatanti i Barbaresco della Tenuta Cisa Asinari, con un derby interno fra Gaiun e Camp Gros che rende arduo l’imbarazzo della scelta. Un trittico di aziende che rappresenta il gotha della denominazione ma non ne esaurisce le punte di eccellenza. Fantastico il Barbaresco Campo Quadro 2007 di Punset cui Marina Marcarino (in regime biologico certificato dal 1987), ha saputo infondere uno slancio gustativo superiore. Da Neive a Treiso per il Barbaresco Rizzi 2006, dall’omonimo cru interamente di proprietà di Enrico Dellapiana. Un vero regalo, a poco più di 20 euro, questo nebbiolo di tessitura finissima, davvero ricamato nello spettro olfattivo e nella trama tannica. Torno a Barbaresco per concludere con il Pajè 2004 di Roagna, giocato invece sulla potenza e sulle suggestioni terrose. Visita, quest’ultima, didattica per ribadire la centralità della vigna, posta in un anfiteatro di struggente bellezza. Congedandomi, Luca Roagna mi ha consegnato una bottiglia non etichettata, attinta dallo storico aziendale. Impossibile carpirgli un accenno, un dettaglio che potesse renderla riconoscibile. Rivelatasi, alla prova del bicchiere di ieri sera, una mirabile fusione di energia e delicatezza dall’abissale persistenza finale. Cosa fosse questo vino non è dato sapere. Resterà il vino dei misteri