Valdinievole OGGI
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PISTOIA
CENTINAIA DI OFFERTE
PISTOIA E VALDINIEVOLE
Talvolta il buio ti può incutere timore
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DIRITTO, LAVORO E PREVIDENZA
di Giovanni Dami
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TENNIS
CICLISMO FEMMINILE


Per la quarta edizione del GP Comune di Cornaredo in programma per domenica 20 maggio il direttore sportivo della Giusfredi Verinlegno Fabiani Monica Lo Verso ha convocato Rossella Ratto, Francesca Tognali, Odette Bertolin, Lara Vieceli, Barbara Venerito e Angela Bravin.

PALLAVOLO FEMMINILE


Dopo l'inopinato regalo di tre punti concesso dalla formazione pistoiese, che non si è presentata alla partita di recupero per mancanza di coordinamento, la Pieve subisce una sonora sconfitta in casa delle pistoiesi che hanno giocato con il coltello fra i denti.

Atletica Leggera
TAEKWONDO
BASKET


La PFM cure2children mette il sigillo anche su l'ultima partita del Trofeo Coppa Primavera andando ad espugnare il pala Caselle di Arezzo.Partita dominata fin dai primi minuti di gioco, finita in un crescendo di intensità ed agonismo.

MTB


Diego Alfonso Arias quinto alla “Graspalonga” prende il volo nel circuito “Scapin Italian MTB Awards”, gli fanno compagnia Nicola Morozzi e Gianluca Galardini.

BOCCE
ATLETICA LEGGERA
Atletica Leggera
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Sono disponibili 48 articoli in archivio:
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In risposta a: del
Lucciole
AUTORE: JOY
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7/5/2012 - 10:43

Talvolta il buio ti può incutere timore
sudorazione, ansia e batticuore
oppure non ti riesce a intimidire
perché ti attrae e ti permette di gioire
di un mondo boschivo quasi irreale.
Se al buio si aggiunge il silenzio totale,
non percepisci più lo scorrere del tempo,
e ammirando in alto il firmamento
con la volta del cielo punteggiata
di milioni di lucine evanescenti,
ti consideri una creatura fortunata.
Volano le lucciole con le pancine intermittenti.
Aleggiano a migliaia, e i maschi nel vagare
non smettono un minuto di cercare
la femmina: l’anima gemella,
che li richiama con la minuscola fiammella
per l’amoroso convegno annuale.
A terra nell’erboso talamo nuziale
avverrà il sospirato accoppiamento.
Mi assilla un dubbio, quasi un tormento…
perché vorrei sapere come si formano
le coppie di questi animaletti.
Sono liberi o sono costretti
ad affidarsi al caso per trovare
l’altra metà del cielo,
sorte che col suo pietoso velo
ignora amore e gusti personali,
o si tratta del progetto preciso
di un inesplicabile mistero,
che ha già deciso scelte imparziali?
Non abbiam mai visto lucciole divorziare
come fanno le umane creature
e il proprio partner abbandonare
per intraprendere nuove avventure.
E’ un beffardo disegno divino
l’essere insoddisfatti del proprio destino,
vivere nella sofferenza e nel dolore
sempre assillati dai problemi del cuore?
Dobbiamo augurarci di nascere insetti
o correggere un poco i nostri difetti
visto che a noi è concessa la preferenza
dopo un periodo di normale esperienza?
Dall’oscurità emergono forme indefinite
di poggi, piante, cespugli ed arboscelli,
respiri l’ aroma di erbe fiorite
e ti pervade l’armonia di ritornelli…




In risposta a: del
L'altalena
AUTORE: JOY
email: -

24/4/2012 - 18:32

Mi destreggio dall’acquaio ai fornelli a preparare cena.
D’improvviso sono libera e felice mentre gioco in altalena.
Mi spingo molto in alto senza l’aiuto di nessuno.
Un grido mi intima con forza. C’è qualcuno
che mi urla che devo rallentare.
Io non vedo e non sento nulla…e continuo a volare
leggera. Nel ritorno avverto il vuoto, deglutisco.
Sono forse in preda alla paura?
Invece ricomincio a spingere. Sfido la sorte
e proseguo l’avventura.
Lo slancio ha superato il limite consentito.
L’altalena sbanda, zigzagza, barcolla. Un istante di infinito.
Ma io resisto, salda, appiccicata al sedile
con le mani incollate alla fune. Un desiderio febbrile
di emozioni forti non ancora provate è una grossa novità.
Colgo e mi nutro di quell’infinitesimale attimo di pura eternità.




In risposta a: del
La panchina
AUTORE: JOY
email: -

6/4/2012 - 15:18

Solitaria, sul poggio che sovrasta un’ansa
del fiume, una panchina

raccoglie, a iosa, le solite chiacchiere
di paese. Una vecchina

si trascina a stento col bastone. Si appoggia
allo schienale e aspetta. Una bambina

con la nonna la raggiunge. Insieme guardano
lontano l’acqua limpida che scorre.

Nel greto, sui sassi arrotondati dalla forza
della piena, giocano i ragazzini.

Si schizzano, lanciano pietre appiattite
che affondano in labili cerchi. Cagnolini

si rincorrono sull’argine, liberi dal guinzaglio
e dalla mano che si impone. Vividi fiorellini

ed erbe odorose tappezzano le scarpate,
certi, di non essere recisi. Il tempo corre.

Il sole ha declinato, e un refolo di vento invita
a rincasare. La bimba s’allontana

per la mano. La vecchina, lenta, fa ritorno.

Turba la quiete un tocco di campana.

Suona l’addio, il vespro, a un altro giorno.




In risposta a: del
Esistenza
AUTORE: JOY
email: -

30/3/2012 - 16:56

Scorre l’esistenza come fosse un fiume in piena,
fugge lontano dalla sorgente fino al mare
nell’immensità del tempo e dello spazio. Si aliena
nel turbinio del desiderio di creare
di un’infinita moltitudine di creature
che si compenetrano con vicende, idee e culture
in un susseguirsi di impulsi primordiali.
Provvide menti geniali
rinsaldano il passato col presente
e come ombre si proiettano in divenire
perché l’umanità possa meglio proseguire
il suo cammino.
Spiriti immortali aleggiano silenti:
trasmigrano col turn over negli esseri viventi
per donare la speranza, alleviare il dolore…
spalmare sui cuori il lenimento dell’amore.




In risposta a: del
Il tempo
AUTORE: JOY
email: -

26/3/2012 - 9:54

Passano gli anni ed accresce lo stupore
per tutto ciò che ci circonda
come l’acqua intensifica il colore
quando il vento agita l’onda.

L’occhio attento della persona matura
accarezza con lo sguardo la natura
ne coglie anche il più piccolo mutamento
poi lo vive e lo trasforma in sentimento.

Il tramonto, il panorama, la luna, un fiore
Risveglia, teneramente, la parte migliore
di noi stessi. Lo spirito si ritempra, poi c’è attesa…
la monotonia si attenua: basta una piccola sorpresa
le pile si ricaricano. Il cuore pulsa, l’anima gioisce…
lo spettacolo è fruibile finché la luce non sparisce!




In risposta a: del
Paese
AUTORE: JOY
email: -

19/3/2012 - 14:36

Una piazza una chiesa un campetto un cimitero
le case la scuola i negozi gli abitanti…un mistero
che si ripete nel solito avvicendamento di anime.
Qualche bizzarro o annoiato personaggio
interrompe ogni tanto la monotonia del viaggio
e nella piccola comunità si alza un polverone.
Il pettegolezzo fornisce a tutti l’occasione
ghiotta per recitare sotto i riflettori.
Il tempo e la catarsi azionano i motori
ed una coltre d’oblio riporta la pace.
Gira inesorabile la ruota delle stagioni;
come si alternano i pensieri e le opinioni,
si ripetono gli annuali appuntamenti:
la sagra, il patrono, le cerimonie…
gli avvenimenti
la politica, lo sport, le feste paesane
con fiere e bancarelle di merci nostrane.
Nel bisogno si offre la propria esperienza,
si condivide insieme il senso di appartenenza
in un legame profondo
che unisce ciascuna generazione
alla memoria collettiva. Con profusione
si elargiscono ricordi e immagini immortalate
di vicende e di persone che si sono confrontate.
Suonano le campane per scandire le ore,
scorre nella routine la gioia ed il dolore.




In risposta a: del
Primavera
AUTORE: Joy
email: -

16/3/2012 - 12:12

L’albero di pero, di susino e di ciliegio
nudo, assonnato, pudico, infreddolito
chiese a fata Flora un candido vestito
e lei, indulgente, fece un sortilegio.

L’albero di pesco, di mandorlo e di melo
vide apparire il sole come una raggiera,
lucente e foriero della verde primavera,
chiese una veste leggera come un velo.

Gli alberi imperlati di turgidi bottoni
attesero vogliosi il bacio della luna,
si schiusero le gemme ad una ad una,
e zefiro intonò le sue canzoni.

Un intreccio di ghirlande minuzioso
ricamò le chiome come abito nuziale,
raffinata tecnica dell’arte floreale
che si dissolve al vento dispettoso.

Per donare tiepidi giorni soleggiati
strinsero entrambi un saldo sodalizio:
annualmente alle danze danno inizio
con gli alberi da frutto infiocchettati.

I prati, i poggi, i cigli e le scarpate
vengono ammantati di variopinti fiori,
sfoggiano le farfalle splendidi colori,
fanno gli insetti ghiotte scorpacciate.




In risposta a: del
Flash
AUTORE: Joy
email: -

11/3/2012 - 14:59

E’ un bel concentrato di malinconia
frugare una vecchia fotografia,
magari rinvenuta casualmente.
Lo sguardo fissa quell’attimo di vita
che non torna. Una tenerezza infinita
mi fa languire fino a raggiungere la pena.
I ricordi si legano come anelli di catena.
Un sospiro mi sale dal profondo
e un nodo serra la gola. Un affondo
nell’archivio della memoria
e ripercorro tappe della storia
che credevo morte e seppellite.
Immagini vivide o sbiadite
affollano la mente.
Mi rivedo giovane sorridente carina
con un rametto di mimosa nelle mani,
mi sento ingenuamente una regina
padrona di me stessa e del domani.




In risposta a: del
8 marzo
AUTORE: Joy
email: -

7/3/2012 - 10:21

Quando per strada il Carnevale impazza
col suo tocco di ironica follia
il freddo ancora ci strapazza
nonostante la frenetica allegria
e la natura un altro poco si riposa,
esplode dappertutto la mimosa.
Cresce spontanea e molto rigogliosa
nei grandi spazi, senza costrizioni
e come una bella donna prosperosa
sprigiona intorno gioiose sensazioni.
Così fiorita è tutta uno splendore,
un bellissimo tripudio di colore:
gialla, delicata, luminosa. Sposa il sole
insieme ai narcisi alle primule e alle viole.
Il suo profumo ne tradisce la presenza
e risveglia dentro il cuore la coscienza
soprattutto delle donne che ne gradiscono
anche un minuscolo rametto
se donato con garbo da un maschietto.
Umile fiore simbolo di emancipazione,
dovrebbe essere offerta
con la dovuta convinzione,
unita a un sorriso un messaggio una carezza
una parola uno sguardo o tanta tenerezza .




In risposta a: del
Alba
AUTORE: Joy
email: -

1/3/2012 - 12:24

Con l’età sono diventata svegliarino.
Mi desto all’alba come il gallo fa al mattino
ma invece di cantare allertando il vicinato,
godo il meraviglioso silenzio che, ovattato,
dona uno stato di grazia, un gradevole torpore.
L’anima trasvola e dà sollievo al cuore.
Sarebbe bello che tutto rimanesse dormiente.
Invece esplode verso oriente
una luce, all’improvviso. Prodigiosa.
Anima il suo tocco radioso là dove si posa.
Dardeggia il sole mattiniero oltre le colline,
sugli alberi e sui tetti delle case vicine
si radunano i passeri scambiandosi il buongiorno.
Mi frullano le idee. Monitorizzo intorno.
Dalla finestra vedo il limone e dietro il melograno
vicino alla magnolia che gli tende la mano
come volesse cogliere un aranciato fiore.
Tantissime sono le varietà di colore.
Mentre la moka inizia a brontolare,
gli uccelli con il loro gorgheggiare
danno la sveglia ai dormiglioni
che, assonnati, in pigiama dai balconi
esplorano con lo sguardo un po’ svagato.
Rimpiangono un sogno mai ultimato.
Il nuovo giorno sta per cominciare:
tutti insieme come automi a lavorare.




In risposta a: del
Il narciso
AUTORE: Joy
email: -

22/2/2012 - 10:45

Brividi di freddo, il cielo è terso, occhieggia il sole.
Il tepore di una sciarpa mi incornicia il viso
per proteggerlo dalla brezza pungente. Un narciso
spicca in compagnia di alcune viole:
ha la corolla gialla e un lungo stelo.
Ha sfidato l’inverno e, incurante del gelo,
si eleva per farsi sfiorare da un raggio.
Sono sorpresa. Vorrei anch’io avere il coraggio
di affrontare le incognite con lo stesso ardire,
libera di scegliere quando dove e se fiorire.
E’ bellissimo, nessuna creatura l’ha scalfito
perché i nemici giacciono addormentati.
E’ al sicuro fino a quando, affamati,
non si destano. Allora, però, avrà esaurito
tutto il potenziale di preziosa energia
e salutando con un pizzico di gelosia,
dovrà conferire l’onore agli altri fiori.
La tentazione è forte di farne un ornamento:
l’osservo, l’accarezzo e poi mi pento.
Sarebbe bello ammirarlo ancora in divenire
ma mi rattristo al pensiero di vederlo appassire
lontano dal suo ceppo. Grinzoso, scolorito
e infecondo. Non è forse un’inutile tortura?
Un generale risveglio contagia la natura,
e il mio stupore dura all’infinito.




In risposta a: del
La pioggia
AUTORE: Joy
email: -

15/2/2012 - 10:13

Qualche volta ammaliata e divertita
guardo la pioggia che viene giù dal cielo
e copre col suo rorido velo
la natura. Essenza della vita.
Partecipo al generale godimento
e nell’ascolto del lieve ticchettare
penso. Mi trovo a ricordare
un contatto, un cenno. Un sentimento
profondo mi invade e fremo.
Come sorgente che sgorga dalla roccia
e s’incammina,
una lacrima piano piano s’avvicina
e offusca, irrora, libera la mente.
Ascolto e osservo ciò che mi circonda.
Il passerotto si rigonfia sopra il ramo,
il pettirosso si tiene un po’ lontano
e l’anima mia nella memoria affonda.
Le foglie cominciano a tremare
i fiori hanno saziato ormai la sete
e in quell’attimo di relativa quiete
è un alito di vento a risvegliare
quel lucido torpore, quell’incanto
che all’improvviso fa asciugare il pianto.




In risposta a: del
Conforto
AUTORE: Joy
email: -

11/2/2012 - 23:54

Il giardino oggi evapora euforia
di svolazzi canti e richiami.
Una rapida beccata e via
dalla magnolia al limone
dal melograno ai rami
nei cespugli, il merlo il pettirosso
la gazza la tortora il passerotto:
un assiduo viavai interrotto
da brevi fughe e veloci ritorni.
Una goduria sono i giorni
in cui una mano amica
con pane ammollato e qualche mica
dona una briciola di sollievo
quando l'inverno col suo gelo
minaccia la gracile creatura.
Così non è per la natura
che riposa spoglia e intorpidita
nel lungo sonno. Così sopita
sembra morta. Un brivido
presto la scuoterà
e una scintilla di vitalità,
riportando ovunque floridezza,
ci rinverdirà di giovinezza.




In risposta a: del
Seduzione
AUTORE: Joy
email: -

8/2/2012 - 22:25

E' tornato a soffiare il vento
gelido dispotico penetrante.
L'incauta viola trema sullo stelo
sgomenta. Rivolta verso il cielo
implora Elio che, intrigante,
possa alleviare il suo tormento:
l'ha illusa, l'ha baciata
l'ha sedotta e abbandonata.
Ha ceduto alle lusinghe
anche l'improvvida mimosa,
bionda profumata vaporosa
e s'è lasciata corteggiare.
Corre il rischio di farsi sradicare.
Un tremito la scuote
oscilla, s’inchina
paurosamente ma no rovina.
Ingenua è ancora molto innamorata
vive per rifulgere a buriana passata.




In risposta a: del
Seduzione
AUTORE: Joy
email: -

8/2/2012 - 22:24

E' tornato a soffiare il vento
gelido dispotico penetrante.
L'incauta viola trema sullo stelo
sgomenta. Rivolta verso il cielo
implora Elio che, intrigante,
possa alleviare il suo tormento:
l'ha illusa, l'ha baciata
l'ha sedotta e abbandonata.
Ha ceduto alle lusinghe
anche l'improvvida mimosa,
bionda profumata vaporosa
e s'è lasciata corteggiare.
Corre il rischio di farsi sradicare.
Un tremito la scuote
oscilla, s’inchina
paurosamente ma no rovina.
Ingenua è ancora molto innamorata
vive per rifulgere a buriana passata.




In risposta a: del
Insieme
AUTORE: Joy
email: -

29/1/2012 - 17:17

Fa freddo
come non si sentiva da tanto.
Sopra il manto bianco
uno sparuto uccellino
perlustra il giardino
in cerca di cibo.
Il suolo è indurito
dal gelo.
Impaurito
becca le briciole
che una mano
ha sparso
per dare sollievo.
Fiocca dal cielo
la neve.
Anche un rumore lieve
lo invita alla fuga.
Non si addormenta,
così ci riprova.
La fame lo tormenta
ma il coraggio
lo premia.
Un assaggio,
uno svolazzo, un richiamo.
Sopra un ramo
un’altra creatura trema.
Subito si sistema
vicino.
Insieme
raggiungono un camino
dove c’è tepore,
compagnia e speranza.
Aspettano
sognando l’abbondanza.




In risposta a: del
Oscurità
AUTORE: Joy
email: -

24/1/2012 - 14:24

In un denso fumo di londra si sono fusi
il cielo e il mare in questa notte cupa
Dall’ovatta delle nubi che si sfalda
occhieggiano, lontane, pallide stelline
Fisso lontano. Nella caligine scorgo l’orizzonte
nell’intermittenza di un faro
Luce struggente
Impercettibile, nell’andirivieni, sciaborda l’acqua
che accarezza i massi della scogliera affumicata
Indolenti i miei pensieri sopiscono sotto le ali
dei gabbiani che, celati, si rifocillano
nel torpore del sonno.
Brilla l’assenza della luna




In risposta a: del
Il vento
AUTORE: Gioia
email: -

18/1/2012 - 22:25

Echeggia nella tromba delle scale un lugubre lamento.
Infrango il divieto ed esco. Una stizzosa raffica di vento
mi sospinge. Chiudo gli occhi. Procedo a braccia tese.
Plano a mo’ di parapendio con le ali distese.
Gareggio in volo con aquile, palloncini, gabbiani
elicotteri, aquiloni, mongolfiere e deltaplani.
Un brivido di freddo mi trafigge. Folate repentine
penetrano dai tessuti fin sulla pelle. Non desisto.
Decido di sfidare le inevitabili ramanzine
della mamma. L’ebbrezza è totale. Persisto.
Si animano intanto i fantasmi delle lenzuola
che detestano stare appesi ad asciugare,
ambiscono a fortezze castelli torri e manieri
dove vivere indisturbati a creare misteri
che vetuste leggende tramandano per veri.
Una ridda di polveroni risucchia corpuscoli inermi
per farne mulinelli. Un bieco rumore mi scuote.
Ho le labbra aride e screpolate. Le gote
rosse. Decido a malincuore una forzosa ritirata…
poi ci ripenso e mi abbandono alla prossima ventata.




In risposta a: del
La pioggia
AUTORE: Gioia
email: -

13/1/2012 - 15:46

Qualche volta ammaliata e divertita
guardo la pioggia che viene giù dal cielo
e copre col suo rorido velo
la natura. Essenza della vita.
Partecipo al generale godimento
e nell’ascolto del lieve ticchettare
penso. Mi trovo a ricordare
un contatto, un cenno. Un sentimento
profondo mi invade e fremo.
Come sorgente che sgorga dalla roccia
e s’incammina,
una lacrima piano piano s’avvicina
e offusca, irrora, libera la mente.
Ascolto e osservo ciò che mi circonda.
Il passerotto si rigonfia sopra il ramo,
il pettirosso si tiene un po’ lontano
e l’anima mia nella memoria affonda.
Le foglie cominciano a tremare
i fiori hanno saziato ormai la sete
e in quell’attimo di relativa quiete
è un alito di vento a risvegliare
quel lucido torpore, quell’incanto
che all’improvviso fa asciugare il pianto.




In risposta a: del
La cicogna
AUTORE: Gioia
email: -

9/1/2012 - 15:04

Se da fermo scruti l’orizzonte
osservi il panorama che hai di fronte,
dove la terra con il cielo si confonde,
e spazi lontano il mare con le onde
l’anima tua viene rapita
dall’emozione che in te s’era sopita;
in quell’ attimo di grande libertà
percepisci cos’ è l’eternità.
Il godimento è breve, ma se succede spesso
qualcosa cambia e non sei più lo stesso.
Allora segui con lo sguardo i nuvoloni
gli uccelli, gli aerei e gli aquiloni
e col candore puro di un bambino
scorgi una cicogna volare su un camino,
così sussulti e fremi per la commozione
perché non capisci la sua destinazione.
Intanto dopo qualche settimana
corre voce che in quel di Giustagnana
c’ è una bella notizia con sorpresa:
una giovane donna è in dolce attesa.
E una persona così tanto importante
che la notizia ti fulmina all’istante:
l’incanto ti assale e lo stupore,
misto a un convulso battito del cuore,
ti scuote, ti incuriosisce, ti fa gioire …
perché pensi che la tua vita è tutta in divenire.
All’annuncio, però, del lieto evento
ripercorri la tua vita in un momento
e ti rivedi giovane, forte, prestante
ottimista, sicuro, esuberante
poi … biberon, pannoloni, culle, passeggini
ciucci, carrozze, tutine e bavaglini
ti stordiscono un poco ma ti fanno anche pensare
che alla parola nonno ti dovrai abituare !




In risposta a: del
ALLEGRI COMMEDIANTI
AUTORE: Giuseppe Marangoni
email: -

20/12/2011 - 22:48

APPARTATI SIAMO,
PRIMATI SU UNA MESSINSCENA
DI VERDE DELIRIO.

VITREI OCCHI SCRUTANO
IL SURREALE SPETTACOLO,
JUNGLA DI LATENTE RAGIONE.

SUL NULLA
LA CURIOSITA' CI INCHIODA:
SARA' TUTTO UNA SCIMMIATA COMMEDIA?




In risposta a: del
NOI
AUTORE: emiliano caponi
email: [protetta]

17/11/2011 - 20:18

I castelli dell’occidente sono crollati e laggiu’ in fondo al pendio dell’esistenza sono rimaste solo macerie di vite e mattoni sgretolati dell’umanita’ seppellitasi da sola.
E in mezzo ad una pianura di nulla, NOI, unici rimasti in piedi che incominceremo a camminare nella direzione opposta, per ritrovare gli orizzonti perduti.




In risposta a: del
L'emigrante al figlio
AUTORE: Torre Giovanni
email: -

8/11/2011 - 13:55

Quando sarai laureato,che tu sia ingegnere oppure dottore,non ti dimenticare di coloro che ti hanno dato tanto,non ti dimenticare di chi ti ha cullato con amore,non ti dimenticare di chi ha zappato,versando lacrime e sudore e,sopratutto non ti vergognare di papà e mamma che hanno saputo lavorare anche per te. Fonte i Toscani di Montreal.




In risposta a: del
La signora in blu
AUTORE: Agostino Saviano
email: [protetta]

3/11/2011 - 6:28

La signora in blu
Viaggio nel profumo delle onde delle spighe bionde di grano.

Lontano si sente una vibrarazione del cuore.
 Perché mi streghi così?

Ti dirò tutto quello che vuoi.

E’ il susurro di tutto il verde di questo prato costellato di fiorellini blu.

Non mi guardare negli occhi, ché trema tutto me stesso.

Non voglio il tuo ricordo, voglio fiorire con te.

Una voce mi accarezza in un ricordo ovattato di melodia.

Ripeti il tuo motivo che ha in sé il cielo azzurro nell’infinito del mio pensiero
in cui brilla la luce della tua anima,
o signora dall’abito blu.

Rimani con me con i tuoi toni alti e modulati come il sussurro del grano accarezzato dal vento dell’est.




In risposta a: del
La resa
AUTORE: Bosio
email: -

30/10/2011 - 19:16

Come fine ed impalapabile pioggia d'estate
che sussurrando invade lo spazio

così il battito lento del mio cuore
affogato nel ritmo del dolore
lentamente rintocca il tempo rimasto/

costringendoti alla resa
su questa spiaggia ormai deserta/




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